Puntata n. 3: Le sane imperfezioni. Il pianto del neonato… Il fotografo va in crisi.

Continuiamo il nostro viaggio nelle “sane imperfezioni” dei nostri cuccioli.

 

Entriamo nello specifico dei nostri cuccioli neonati.

 

Vi immaginate cosa succederebbe se durante un servizio fotografico il neonato piangesse in modo continuo?

 

Cosa faresti? Saresti in grado di gestire una situazione così con un cucciolo di soli pochi giorni di vita?

 

Oggigiorno si legge un po’ dappertutto di neonati e della fotografia a loro dedicata.

 

In molti siti professionali si legge del wrapping, la tecnica di fasciatura usata nel passato per creare un ambiente di contenimento per il neonato.

 

Vero è che è una tecnica che viene dal passato e che il contenimento aiuta il neonato a stare più tranquillo, nel senso che nel momento che lo addormenti rimane in questo stato in modo più facile.

 

Ma se non lo wrappiamo? Cosa pensi che succeda?

 

Se gli togliamo questo contenimento nella fotografia cosa pensi che succeda?

 

Forse nulla. Forse si mantiene tranquillo oppure scoppia a piangere.

 

Paura che possa succedere? Ti spaventa il pianto del bambino?

 

Se il pianto di neonato ti spaventa allora sei capitato nel posto giusto.

 

La nostra Scuola è l’unica che ti può aiutare a gestire il pianto nel neonato.

 

E non te lo può insegnare in quattro e quattr’otto.

 

Noi nella Scuola sottoponiamo al nostro team scientifico domande molto oculate, basate sull’esperienza concreta con i neonati.

 

Non solo nell’ambito di un servizio fotografico ma con approccio ostetrico e terapeutico neonatale.

 

Mai sentito parlare di linguaggio del neonato?

 

No?!?

 

Ecco che allora devi pensare a diventare un fotografo consapevole di questo.

 

E non ti serve la tecnica fotografica.

 

Devi fare un passo indietro.

 

Prima di approcciarti ad un neonato devi saperlo leggere nel suo linguaggio che di certo non sono le parole.

Pensi di avere sufficiente intuito da farlo da solo?

 

Bene accomodati.

 

Per esperienza ti può andare bene una volta, due, forse tre volte… ma quando entra in gioco una crisi del neonato…

 

Soluzione? Rimandi il servizio fotografico sperando che la volta dopo sia l’orario in cui sta più tranquillo?

 

Direi che non è del tutto professionale. Dimostra una tua incapacità di gestire una situazione, di avere problem solving come si dice. Non pensi?

 

Da ciò vorrei farti riflettere che con i neonati non basta sapere di tecnica di fotografia e luce.

 

Con i neonati bisogna ed è un nostro dovere di professionisti andare oltre l’aspetto di fare una buona fotografia.

Oggi le famiglie ricercano fotografi che anche durante la crisi del loro cucciolo durante il servizio fotografico riescano a tranquillizzare e che siano in grado di dare risposte competenti.

 

Il fatto poi di andare come ospiti a domicilio per il servizio fotografico, ci pone in contatto con una realtà ovattata e privata. E non si tratta di fare lifestyle… Ne parleremo.

 

Entriamo in un contesto che ha come esperienza dolore del parto, sofferenza per un cesareo, difficoltà di allattamento, mastiti…

 

Oggi sembra quasi dimenticarsene la fotografia di tutto questo.

 

Perché forse non è bello da dare ai genitori tutto questo?

 

Forse. Oggi le famiglie vogliono mascherare il dolore dei neonati e del loro travaglio?

 

Forse.

 

Nella Scuola studiamo anche un modo di comunicare con le famiglie.

 

Il team Bimbi So Special® forma anche per aiutare le famiglie alla fotografia professionale come ricordo personale.

 

Una fotografia professionale che se fatta con lo stesso principio in modo amatoriale non ha gli stessi risultati, perché manca la competenza tecnica che qui entra in gioco.

 

Ecco perché devi aderire alla Scuola del Metodo BSS® perché ti aiuta ad entrare dentro di te, per leggere le famiglie e i bambini.

 

E ti assicuro che molte famiglie che hanno capito il nostro Metodo cominciano a richiederlo.

 

Intanto ti consiglio di seguirci alla nostra pagina.

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