Percorso di studio MBSS®


Prima di andare al sodo vorrei raccontarti questa storia.

 

Ben 4 anni fa mi sono trovata in una fossa.
Avevo alle spalle anni di esperienza fotografica con i bambini (meno con i neonati). Sono arrivata ad un punto dove non capivo. Ero spiazzata!

Mi giravo a destra e a sinistra in cerca di risposte, mi chiedevo cosa non andava in me.

Cosa non andava in me come fotografa. Mi voltavo a destra e a sinistra e tutto attorno a me sembrava funzionare benissimo. Io, però, non ero soddisfatta di ciò che stavo facendo nella fotografia infanzia. Per di più mi è stato anche fatto notare che non ero nella strada giusta. Non comunicavo ciò che era dentro di me.

Ho cominciato a chiedermi: “COSA PROVANO I BAMBINI FIN CHE SONO FOTOGRAFATI DA ME?”.

Questo me lo sono chiesto più e più volte.

Altra riflessione importante in base alla mia esperienza diretta: “PERCHE’ SI  FOTOGRAFANO SOLO BAMBINI PERFETTI E NON TUTTI?”.

La fotografia è di tutti i bambini. E non tutti i bambini sono uguali.

Vi sono i bambini sani e belli che stanno a tutto.

Vi sono i bambini vivacissimi che non stanno fermi nemmeno se li leghi.

Vi sono i bambini timidi che di fronte all’obiettivo non si sbloccano e sei ridotto a fare scatti monotoni.

Ma non finisce qui la mia ricerca di 4 anni fa. Ambito neonati. Comincio ad eseguire i primi servizi fotografici Newborn provo l’approccio richiestomi e… blocco totale e globale! A me tremano le mani al mio primo servizio fotografico Newborn e nulla di fatto.

Rinuncio?!? Devo rinunciare?!? Mi dico NO e poi NO. A me tutti i bambini piacciono, non posso fare a meno di fotografarli. Li adoro. E per me, come persona prima che come fotografa, il mondo dovrebbe essere pieno di loro.

Cominciano a richiedermi i primi servizi fotografici Newborn a domicilio e senza l’ausilio di wrapping e props. Non si può chiamare nemmeno lifestyle direi perché è stato un approccio un po’ goffo all’inizio. Mi sentivo goffa. E anche in questo momento. Crisi!

Ma non finisce qui… E mi auguro tu legga davvero in modo attento quanto vado a dirti di seguito. 

A questi primi servizi fotografici mi dico che non basta ancora quanto sto facendo. Ora ho trovato una via per fare Newborn, ma non sapevo nulla dei neonati. 
Avevo tanti timori di muoverli nel modo sbagliato (ribadisco che questa è la mia esperienza).

 Temevo di fare danni. 
Sono mamma e so come sono i neonati. Ma per i miei bambini è una cosa, quelli degli altri è tutta un’altra questione.

Allora che devo fare? Mollare? E ancora crisi. Dovevo mollare un settore della fotografia che io amavo con tutto il cuore?

SI. Infatti se avete presente (o magari neanche avete fatto caso) per qualche periodo mi sono data al Marketing, ho cercato una via traversa per lasciare il settore. In fondo era già più di un anno che studiavo da Frank Merenda e perché non sfruttare quanto avevo cominciato a conoscere.

Ma niente… Niente da fare.

Perché? Mi chiedevo perché? I bambini mi richiamavano di nuovo.

Ma ciò che mi ha dato la forza di ripartire con la fotografia a loro dedicata è stato il progetto fotografico Bimbi So Special con i bambini portatori di sindrome di Down. La foto che vedi riportata in questo sito è una delle bambine che mi hanno aiutato in questo cammino di crescita.
Un progetto che ho fatto nel mio periodo di crisi fotografica per di più, ben 4 anni fa.

Riprendo in mano le immagini di quel progetto e mi dico : “DEVO FARE QUALCOSA PER LA FOTOGRAFIA AI BAMBINI”.

Cosa succede ora?

Conosco Lorena Traldi. Purtroppo non ho potuto partecipare al Barcamp a Milano. Vedo la registrazione inviatami dall’Associazione Nazionale Fotografi Tau Visual e mi si apre un mondo.

La ascolto incantata e dico che è quello di cui avevo bisogno. La contatto e le chiedo di lavorare insieme. Le chiedo di farmi capire come lavorare meglio con i neonati, lei esperta di Terapia Corporale Neonatale. Mi comincia a far entrare in questa nuova disciplina di cui non avevo mai sentito parlare. Capisco che quanto io ho sempre creduto mi appartiene.

Lei in modo onesto mi dice che non è un medico. Ma sa il fatto suo. Ok?!?

Ancora c’è da fare per me, però.

Di carattere sono curiosa, se mi si pongono delle domande devo trovare risposta e quindi proseguo nella mia ricerca.
La mia esperienza mi ha portato a fotografare bambini con problemi di salute. Mamme che dopo il parto erano davvero provate. Sia fisicamente come anche psicologicamente.

Medito dentro di me. E mi dico: “RAGAZZI NON è SCONTATO CHE TUTTI BAMBINI E LE MAMME SIANO PRONTE AD UN SERVIZIO FOTOGRAFICO”.

Perché devono, però, rinunciare ad un servizio fotografico intenso a livello emotivo?

La mia esperienza di fotografa mi ha portato davanti agli occhi e all’obiettivo varie dinamiche. Ho cominciato a raccogliere queste dinamiche. Dinamiche vissute sulla pelle durante i servizi fotografici con i bambini in 10 anni di attività.

E mi sono ancora una volta chiesta: “SONO SICURA DI ESSERMI COMPORTATA CORRETTAMENTE E NEL RISPETTO DEL BAMBINO E DELLA MAMMA? HO DETTO LE COSE GIUSTE AL MOMENTO GIUSTO? HO FATTO VIVERE UN’ESPERIENZA FOTOGRAFICA SANA AL BAMBINO E AI SUOI GENITORI?”.

Tante domande. Tante domande senza risposta.

Io come fotografa, con la mia laurea in Giurisprudenza e la mia sola esperienza fotografica non poteva bastare. Mi sono resa conto che non mi bastava più sapere solo di fotografia in un settore così delicato quale quello dei neonati e bambini. Ad oggi, dove la società ci pone davanti sempre di più a dinamiche di neonati e bambini difficili occorre sapere di più di solo fotografia.

Dopo Lorena Traldi, capisco che ho bisogno di avere una mano da Ostetrici, Psicologi, Pedagogisti, Educatori Infanzia, Avvocati che curano temi legati ai bambini (divorzi, mediazione familiare, privacy) ed altre competenze che mi aiutino a capire.
Il mio obiettivo da un anno e mezzo a questa parte è porre al centro il bambino.

Da qui, mi dico: “SE HO AVUTO IO QUESTI PENSIERI FORSE ANCHE ALTRI COLLEGHI PROVANO QUESTE COSE. FORSE ALTRI SONO IN DIFFICOLTA’ A CAPIRE I BISOGNI DEI BAMBINI”.

Vorrei porre l’attenzione che la mia ricerca di risposte è sempre stata pensando non a come fare bene un servizio fotografico ma a capire ciò che vive il bambino durante il servizio fotografico. Dovevo capire l’approccio adeguato nei suoi confronti. Dovevo capire come dare a lui/lei e alla loro famiglia un ricordo sincero per il suo futuro di adulto.
Come fotografi, penso abbiamo il diritto e dovere, di porci dalla parte del bambino, della mamma e del papà, tralasciando a volte i nostri credo.

La Scuola ed il suo Metodo non insegnerà uno stile fotografico ma l’approccio più adeguato al neonato e al bambino.

Molto spesso chi si affida ad un servizio fotografico di famiglia pensa al risultato fotografico che ottiene. Ma ho cominciato a capire, in base alla mia esperienza, che occorre fare un passo indietro al prima.

Prima del servizio fotografico, come fotografi dobbiamo avere tutte le conoscenze adeguate (oltre le fotografiche) per capire come interagiscono i bambini e tanto più i neonati. Come fotografi dobbiamo capire in modo oggettivo ciò di cui ha in realtà bisogno il cucciolo che abbiamo di fronte.

 Io me lo sono chiesta. Ed ecco che ora è nato questo Metodo Bimbi So Special® in onore delle “mie” 4 bambine che mi hanno aperto gli occhi ed il cuore. Perdonatemi ma un po’ le sento mie.

 


Serve di più... un allenamento costante

Come tutti gli atleti occorre allenamento.

Pensa che se concentrassi gli esercizi solo in un breve periodo e poi basta, tutto ciò che hai imparato e fatto sarebbe stato inutile. 

Per non contare che ogni volta che dovessi ricominciare di nuovo con un altro allenamento dovresti fare una fatica boia.

 

Il percorso di studi della Scuola è sviluppato in un anno dove si alternano lezioni in aula ma soprattutto in una formazione continua online attraverso webinar.

 

Le lezioni a cui non potrai partecipare di persona saranno registrate e faranno parte della tua cartella di materiale didattico da studiare.

 

Come fotografo di ritratto di neonati e bambini è indispensabile che ogni mese tu abbia materiale e possibilità di confronto su ogni dubbio ti possa assillare.

La scuola ha ideato un metodo di studio sia one to one come anche in aula fisica e virtuale.

 

L'organizzazione del percorso di studio è sviluppata in modo tale da garantire un approccio reale di lavoro nel mondo professionale. Oggi non puoi imparare solo di teoria.

 

Devi essere, come fotografo, nelle condizioni di avere tutti gli strumenti utili e veloci pronto per proporti con la tua offerta di servizi.

 

Ecco perchè nel percorso annuale abbiamo introdotto il marketing specifico per fotografi professionisti.

 

Per avere maggiori dettagli sul percorso di studio  compila il form qui sotto.

 

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